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L’evoluzione medica ha sviluppato terapie conservative per curare la malattia venosa emorroidaria:

D. Come guarire dalla malattia emorroidaria ricorrendo alla possibilità conservativa per le vene emorroidarie?
R. Numerose ed affermate pubblicazioni di grande rilievo medico-scientifico Internazionale hanno dimostrato ed acquisito farmacologicamente da tempo che il salicilato di sodio produce una potente azione di stimolazione sulle cellule staminali e che gli effetti rigenerativi constatati sulle pareti venose del plesso emorroidario sarebbero localmente dovute in gran parte anche a questa specifica azione di tale principio attivo sclerosante.


D. Quali indicazioni e controindicazioni nelle terapie ablative (Chirurgia, Laser etc.) e quali vantaggi può aspettarsi il paziente affetto da malattia emorroidaria nella terapia conservativa rigenerativa?
R. Le terapie ablative emorroidarie sono l’unico modo per asportare la patologia emorroidaria. La fleboterapia rigenerativa emorroidaria non asporta le emorroidi ma rimodella le pareti venose emorroidarie e tutte le vene che riforniscono i gavaccioli emorroidari: curando l’effetto ne guarisce la causa ed i tessuti dopo 30 giorni circa torneranno alla normalità anatomica, recuperando la loro funzione. In Medicina definiamo ciò “restitutio ad integrum” (locuzione latina che indica una ritrovata normalità e funzionalità dei tessuti od organi a seguito di malattie che li hanno colpiti). In pratica ciò coincide con la guarigione della malattia emorroidaria e con il recupero delle normali funzioni fisiologiche, senza asportare, necrotizzare, bruciare, la regione affetta da patologia.

D. Eseguendo da oltre 6 anni la fleboterapia rigenerativa emorroidaria, quali vantaggi riscontra nei pazienti?
R. Dal 1993 la fleboterapia rigenerativa rappresenta una terapia consolidata grazie anche al suo principio attivo: il semplice salicilato di sodio.
assenza totale del rischio di emorragie post-operatorie in assenza di terapia antalgica.
assenza di anestesia generale o spinale (terapia anestetica per infiltrazione: la lidocaina è il costituente delle creme antalgiche locali).
assenza dei giorni di degenza clinica e ricovero.
nella stessa seduta si curano sia emorroidi esterne che interne.
non cura il solo effetto (emorroidi visibili) ma può distribuirsi localmente alle vene del plesso emorroidario (che riforniscono la malattia emorroidaria).
consente la terapia del prolasso mucoso-emorroidario e la colonscopia è eseguibile tranquillamente 30 giorni dopo la stabilizzazione del trattamento.

D. E’ stabile nel tempo la terapia rigenerativa emorroidaria?
R. Per la stabilizzazione dei risultati clinici è necessaria una seconda infiltrazione ( in casi selezionati una terza infiltrazione) a distanza di pochi mesi.


D. Qual’è il meccanismo d’azione della fleboterapia rigenerativa emoroidaria?
R. Non avviene la chiusura dei vasi venosi emorroidari trattati ma il normale rimodellamento dell’architettura venosa con un rafforzamento stabile della parete vasale. Ciò è importante per rispettare e conservare la funzionalità venosa. La rigenerazione dei gavaccioli emorroidari e delle loro vene nutrici si dimostra un’ideale terapia, scevra delle tipiche complicanze che altre metodiche presentano: essa non distrugge i tessuti patologici ma ne promuove ed attua la reale guarigione.
Terapia conservativa non vuol dire “conservare una patologia” ma conservare la naturale condizione anatomo-funzionale precedente alla malattia emorroidaria. Con l’assoluto rispetto per ogni altra metodologia, è onestamente difficile ipotizzare una terapia migliore della “restitutio ad integrum” per un tessuto malato se ci poniamo l’obiettivo terapeutico nella guarigione.


D. E’ possibile curare pazienti affetti da recidiva della malattia emorroidaria?
R. E’ possibile incontrare frequentemente emorroidi residue o recidive all’atto ablativo, e comprendere che il paziente rinvii la visita nella necessità di ulteriore intervento è nella logica dell’umano sentire. In tali casi la fleboterapia rigenerativa emorroidaria è una valida alternativa, ma è però frequente che il paziente si sottoponga con notevole ritardo alla terapia rigenerativa rendendo indispensabili per la stabilità della patologia 2 -3 trattamenti.


D. Quali antidolorifici vengono consigliati dopo il trattamento?
R. Semplicemente dei FANS per via orale (1-2 volte al giorno per un periodo dai 3 ai 6-7 giorni al massimo).


D. Quali sono i vantaggi ed i limiti del trattamento?
R. La possibilità di curare non il solo effetto (ablazione delle emorroidi visibili) ma bensì tutte le vene numerose che riforniscono i gavaccioli emorroidari: esse possono rendersi raggiungibili localmente solamente grazie ad un principio attivo liquido (in veicolo idro-glicerico), indolore e rispettoso localmente del plesso venoso in cui manifesta l’azione terapeutica locale rigeneratrice.

D. Qual’è il costo della procedura ambulatoriale e quali sono le ragioni degli ostacoli alla diffusione della fleboterapia rigenerativa?
R. Il costo della terapia è realmente basso e non si rendono necessari molti farmaci per il successo terapeutico ed il controllo del dolore. E’ inoltre possibile evitare ricoveri, degenze e costi sociali. Il paziente riprende l’attività lavorativa rapidamente: è quindi assolutamente inspiegabile che possano esistere ostacoli alla diffusione della terapia con il più antico principio attivo sclerosante del mondo.

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 23 Dicembre 2011 17:03 )