Fleboterapia rigenerativa delle vene degli arti inferiori ed emorroidarie
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La chirurgia vascolare ha come target terapeutico arterie e vene ed utilizza tecniche di riparazione, di derivazione, di sostituzione e di rimozione.
La chirurgia vascolare nasce con i lavori di Kunlin, Oudot, Wesolowski e Debakey ma anche i contributi di Jaboulay, Carrel e Pringle, all'inizio del secolo XX, parteciparono a questa straordinaria operazione culturale.
Parlare nel III millennio di chirurgia vascolare significa parlare anche ed inevitabilmente del progresso biotecnologico legato ai materiali protesici (per chirurgia tradizionale, mininvasiva ed endovascolare) che hanno condizionato il trattamento delle malattie vascolari che coinvolgono il sistema arterioso.
Lo sviluppo delle tecniche endovascolari ha permesso il miglioramento dei risultati della morbilità e mortalità, allargando il numero di pazienti trattabili.
L'obliterazione (chiusura del vaso venoso) si può invece ottenere sia con mezzi chimici (scleroterapia - scleromousse) sia con mezzi fisici (radiofrequenza e tecnologia laser).
Va però rilevata la nascita e la diffusione ampia di nuovi interventi flebologici, che pur assicurando spesso buoni risultati e pur non volendo essere sostitutivi delle numerose tecniche standard, vanno considerati alternativi per il loro valore convalidato dalla diffusione e dai risultati: sono molti infatti i pazienti che ad oggi hanno rinunciato a curare le proprie vene nel timore o nell' impossibilità di affrontare (anche per altre patologie gravi concomitanti o per condizioni di età) interventi chirurgici od obliterativi di altra natura o di maggiore invasività. E' peraltro frequente nella genesi di alcune varici e di capillari dilatati degli arti inferiori, che il reflusso venoso sia causato anche dallo sfiancamento di vene perforanti: in questi casi l'incontinenza valvolare provoca l' aumento dell' ipertensione emodinamica per inversione del flusso venoso verso la superficie con reflusso nel network venoso superficiale.
Il sodio salicilato in veicolo idroglicerico (a minima diluizione) ponendo quale obiettivo la sclerosi della sola parete venosa e promuovendo nel tempo la riduzione del calibro venoso (non si evidenzia infatti all' eco-color-doppler la chiusura del vaso trattato): ha come obiettivo finale una fibrosi (riconsolidamento del connettivo della parete venosa) senza alcuna chiusura della stessa, diminuendone diametro e volume.
La soluzione a minima diluizione del salicilato di sodio è ottimamente tollerata e validata da studi internazionali di grande rilievo e riconoscimento, in grado di essere impiegata per ristrutturare vene, venule superficiali e vene perforanti e la malattia emorroidaria venosa in tutti i suoi vari gradi (vasi particolarmente sensibili a tale recupero funzionale). Il suo valore si è dimostrato negli anni utile anche nel plesso emorroidario esterno ed interno (in pazienti fortemente riluttanti a procedure invasive per l'età od il timore cronico o per la chemioterapia in atto o co-morbilità con altre patologie gravi o qualora vi sia necessità di un breve tempo di recupero).
Recenti ed autorevoli pubblicazioni hanno dimostrato inoltre che il salicilato di sodio oltre a produrre azione di fibrosi tessutale della parete venosa, produce anche una potente stimolazione delle cellule staminali e che gli effetti rigenerativi (e non obliterativi) che documentiamo sulle pareti venose sarebbero in gran parte dovuti a questa specifica azione. A tale proposito è da tempo in corso di studio la supplementazione del lipoaspirato con salicilato nelle colture di adipociti e nei lipofilling, così come anche in altre colture di linee cellulari.
E' per tali numerosi pazienti che esiste la possibilità di tale alternativa che non vuole sostituire certamente il valore delle tecniche standard.
Bibliografia essenziale:
- Capurro S.: From Sclerotherapy and Ablative Surgery to Three-Dimensional Regenerative Phlebotherapy (T.R.A.P.)-UNION INTERNATIONALE de PHLEBOLOGIE 15th WORLD CONGRESS RIO, October 2-7, 2005.
- Capurro S.: Three-dimensional Regenerative Ambulatory Phlebotherapy (T.R.A.P.), Capurro Research Group, Ed. D’Arsonval, Genova, Italy 2006.
- Capurro S., Rava C., Ferrero S.: “Tolleranza ed efficacia delle soluzioni Bisclero 6% e Bisclero 10%, nella scleroterapia estetica”. La Medicina Estetica, 4, (1998).
- Capurro S.: High efficacy sclerosing solution causing no iatrogenic lesions and process to obtain this solution. Patent ES2152235T, 1993.
- Claude Franceschi -prefazione: Giuseppe Zannini, Conservatrice et hemodinamique de l'insuffisanse veineuse en ambulatoire.
- Editions de l'Armançon.Eco-Duplex & Color Doppler-E. Borgatti, G. Scondotto, A. De Fabritiis. Cappelli Editore.
- Atlante a Colori di Anatomia: uno Studio Fotografico del Corpo Umano. Johannes W.Rohen, Chihiro Yocochi, Elke Lutjen-Drecoll.
TUTTI I TRATTAMENTI FLEBOTERAPICI CHE UTILIZZANO AGO E SIRINGA SONO RESI INDOLORI DAL PREVENTIVO TRATTAMENTO EPIDERMICO CON UN SEMPLICE UNGUENTO UTILIZZATO PER DESENSIBILIZZARE LA CUTE ED AMMORBIDENDO COMPLETAMENTE LO STRATO CHERATINIZZATO DELLA STESSA.
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Immagine descrittiva dell' interno di una vena ove verrà avviato il processo rigenerativo che fonda i suoi presupposti sulla attivazione dei fenomeni infiammatori cicatriziali della parete venosa nella sua interezza |
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| Dalla siringa più grande (ago 27G) alla più piccola (ago 30G oppure 33G) | ||
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| Vene profonde della gamba (90% circa del sangue venoso) | Vene superficiali con riferimento alla sola grande Safena e alcune delle più note vene perforanti della gamba |
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| Vene perforanti del piede |
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Bibliografia essenziale :
- Lemasters, J.J., Nieminen, A.L., Qian, T., Trost, L. C., Elmore, S.P., Nishimura, Y., crowe, R.A., Cascio, W.E., Bradham,C.A., Bsm in necrosis, apoptosis ad autophagy. Biochim. Biophis. Acta 1366, 177-196.
- Murphy JF, Fitzgerald DJ. Vascular endothelial growth factor induces cyclooxygenase-dependent proliferation of endothelial cells via the VEGF-2 receptor. FASEB J 2001; 15: 1667-9
- Jones MK, Sarfeh IJ, Tarnawski AS. Induction of in vitro angiogenesis in the endothelial-derived cell line, EA hy926, by ethanol is mediated through PKC and MAPK. Biochem Biophys Res Commun 1998; 249: 118-23.
- Budihardjo, I., Oliver, H., Lutter, M., Luo, X., and Wang, X. (1999). Biochemical pathaways of caspase activation during apoptosis. Annu. Rev. Cell Dev. Biol. 15, 269-290.
- Pique, M., Barragan, M., Dalmau, M., Bellosillo, B., Pons, G., and Gil,J. (2000). Aspirin induces apoptosis through mitochondrial cytochrome c release. FEBS Lett. 480, 193-196.



























