EMORROIDI:
UNA PATOLOGIA VENOSA.
Il sito aderisce ai principi dell’ HONcode.
Il termine emorroidi appartiene ad una antica tradizione, ma anche se il suo uso puo' indurre perplessità riguardanti la sua causa, evoluzione ed origine, dobbiamo affermare senza ombra di dubbio che trattasi di dilatazione di vasi venosi della regione anale, conseguenti ad una stasi cronica di variabile grado e che l'emorroide che si rende visibile, altro non rappresenta se non che "la punta di un iceberg" sulla cui causa è lecito dover ragionare: poichè è sulla sua natura venosa che le nostre riflessioni debbono porsi.
Vi invito pertanto ad osservare l'immagine anatomica che illustra il normale deflusso ematico venoso del tratto anale, il cui scopo è consentire un valido ritorno del sangue venoso fino alle cavità cardiache di destra: ciò dopo aver attraversato l'ampio reticolo venoso comunicante e perforante delle piccole vene che dalla mucosa dell' ampolla rettale consentono, in virtù della peristalsi fisiologica (movimenti intestinali) e della defecazione, il deflusso venoso antigravitazionale, impedendo cosi alla insufficienza venosa con conseguente stasi ematica di dilatare nel tempo le vene dell' ampio plesso venoso dell' ampolla anale.

Raffigurata diversamente "l'emorroide" viene svincolata dal suo contesto venoso causale, che manca di raffigurarcene il circolo venoso di deflusso, sofferente a causa del reflusso venoso locale.
|
|
Figura A: |
ad esempio tale raffigurazione non evidenzia un circolo venoso che sostiene il reflusso di sangue nell' ambito del plesso emorroidario con le sue numerose comunicazioni circolatorie. |
|
|
Figura B: | tale raffigurazione anatomica dei cuscinetti emorroidari ci consente di visualizzare la natura venosa degli stessi con le numerose anastomosi di comunicazione tra plesso venoso. |
COSA SONO LE EMORROIDI?
- Dal greco haima, "sangue" e rhéò, "scorrere" (Foto 1):
descritte in molti testi specialistici come "vene varicose dell'ano e del retto", sono un tessuto venoso spugnoso situato nella sottomucosa dell'ano e della parte terminale del retto, quale plesso venoso, tributario della vena porta al fegato, e quale plesso venoso, tributario della vena cava inferiore esternamente all'intero spessore mucoso, fino al "piccolo circolo": tali plessi presentano tra loro ampia comunicazione attraverso anastomosi che, "attraversando a tutto spessore la mucosa anale" grazie alle numerose anastomosi, portano il sangue venoso dallo spessore mucoso (Foto 2) in senso antigravitario al nostro bacino venoso viscerale.

Foto 1: l' etimologia della patologia emorroidaria è ben esemplificata in questa immagine che ci dimostra un gavacciolo emorroidario sanguinante 
Foto 2: in tale foto ben si evidenzia una delle più frequenti complicanze emorroidarie: l' ulcerazione della mucosa superficiale del gavacciolo, causa assieme all' ipertensione venosa sottostante dell' emorragia. - Quando il plesso venoso emorroidario interno diviene cronicamente insufficiente, lo stesso si dilata omogeneamente per l'aumentare progressivo della stasi venosa: origineranno così emorroidi interne, visibili o meno, nello spazio sottomucoso anale.
- Per le anastomosi esistenti e per lo scollamento mucoso dei gavaccioli emorroidari,che all' aumento della pressione venosa stabilizza l'emorroide esterna, molto sensibile poichè contenuta dalla sola epidermide.
- Emorroidi sintomatiche possono richiedere trattamenti specifici, eseguibili su una base ambulatoriale: dobbiamo dire che sono proprio i tessuti di sostegno venoso che, stirati dalla patologica pressione interna, determinano come risultato finale la dilatazione e il progressivo assottigliamento nella parete dei plessi venosi sotto e sopramucoso,con possibilità di dolore interno e perianale.
TECNICA:
- La visita viene eseguita grazie all' utilizzo di un rettoscopio monouso trasparente illuminato con fibre ottiche, per l' individuazione del grado e della presenza delle eventuali patologie in atto, dopo preparazione del paziente con pomata anestetica. (L'accurata toilette intestinale e rettale è indispensabile nei due giorni precedenti la visita).
- La terapia è indolore ed ambulatoriale, della durata di circa 30 minuti e viene eseguita con l' infiltrazione indolore del principio attivo nei gavaccioli emorroidari esterni ed interni (eventualmente presenti in vario numero).
- Il paziente verrà trattenuto in osservazione per circa 1 ora.
- Non si otterrà l’escara necrotica della consueta scleroterapia (con effetto demolitivo del solo gavacciolo trattato), ma grazie ad un utilizzo del principio attivo (salicilato di sodio tamponato in veicolo idroglicerico) adeguatamente diluito secondo le indicazioni terapeutiche, ci è consentito recuperare estesamente il tono venoso del plesso emorroidario intero: la sclerosi superficiale della sola parete venosa dell’intero plesso rende ragione della scomparsa visiva dei gavaccioli prima evidenti ad una distanza variabile tra i 20 e i 40 giorni; la sintomatologia si risolve rapidamente ed il paziente potrà tornare il giorno seguente alla normale vita di ogni giorno.
- Consigliato, ma non indispensabile, un semplice antinfiammatorio appartenente alla categoria dei consueti FANS, solo per 1-2 giorni.
- La soluzione fleboterapica ha forte azione antibatterica e la sua azione è rispettosa sui tessuti trattati: ciò consente di iniettare e distribuire nel plesso venoso emorroidario un dosaggio adeguato pari a circa 15-20 ml. complessivi, per la necessità di giungere con il principio attivo fino plesso venoso interno.
- Dunque, nelle opportune diluizioni si vuole ottenere un effetto stabile, come dimostrato per gli altri distretti venosi (vedi la gallery dei casi clinici portati a dimostrazione), restituendo al plesso venoso emorroidario intero e sede dei reflussi di variabile grado, il recupero dell’integrità tessutale, con scomparsa visiva della patologia e rapido recupero delle funzioni.
- In considerazione della gravità della patologia in atto si potrà rendere necessaria nel tempo (6 mesi - 12 mesi) ulteriore trattamento per ottimizzare l' esito.
- Data la rapidità del percorso terapeutico, una colonscopia endoscopica sarà eseguibile anche a breve distanza, non dimenticando l'indicazione per una coloscopia virtuale, là ove preferibile.
- Il medico specialista di tale metodica, acquisisce con gli anni una pratica consolidata, impiegando una soluzione brevettata di salicilato di sodio in veicolo idroglicerico tamponato, ottimamente tollerata e validata da studi internazionali di grande rilievo e riconoscimento, in grado di essere impiegata per ristrutturare le pareti venose sfiancate nel plesso emorroidario esterno ed interno (in pazienti fortemente riluttanti a procedure invasive per l'età od il timore cronico o per la chemioterapia in atto o eventuale co-morbilità con altre patologie gravi e quando vi sia necessità di un breve tempo di recupero per il paziente).
- E' per tali numerosi pazienti che esiste la possibilità di tale alternativa che non vuole sostituire certamente il valore delle tecniche standard.
- I TRATTAMENTI EMORROIDARI SONO RESI TOTALMENTE INDOLORI DALL' UTILIZZO DI UNA POMATA ANESTETICA.
- numerose ed affermate pubblicazioni di grande rilievo medico-scientifico internazionale hanno dimostrato ed acquisito farmacologicamente da tempo che il salicilato di sodio produce una potente stimolazione delle cellule staminali e che gli effetti rigenerativi constatati sulle pareti venose del plesso emorroidario sarebbero dovute in gran parte anche a questa importante e specifica azione locale di tale principio attivo sclerosante.
![]() |
| Schematismo rappresentativo delle più frequenti sedi di localizzazione delle patologie del plesso emorroidario esterno, affiorante attorno al canale anale, secondo le relative dimensioni assunte dal gavacciolo emorroidario in questione. |
L'INTERVENTO TRADIZIONALE SECONDO MILLIGAN MORGAN:
- Il paziente deve entrare in Ospedale dai 2 ai 3 giorni prima di essere sottoposto all'intervento chirurgico e il giorno precedente è a digiuno totale.
- L'intervento è di tipo chirurgico e risulta perciò invasivo.
- I dolori post-operatori sono notevoli.
- Prima di poter essere dimesso, il paziente viene tenuto sotto osservazione all'interno dell'Ospedale per un'adeguato periodo di tempo.
- Il ritorno alle normali abitudini è lungo. Prima di poter evacuare senza problemi passeranno alcune settimane.
- Sommando i giorni di ricovero pre-intervento, i giorni di degenza e quelli necessari per il pieno recupero delle forze, il paziente che si sottopone ad un normale intervento di emorroidectomia può perdere fino ad un mese di lavoro.
L'INTERVENTO COMPLEMENTARE DI FLEBOTERAPIA RIGENERATIVA EMORROIDARIA:
- L'operazione viene eseguita ambulatorialmente.
- La preparazione è minima e si limita alla somministrazione di una purga la sera precedente.
- L'intervento dura un massimo di 30 minuti, poi il paziente torna a casa subito dopo un'osservazione clinica di un'ora, sulle proprie gambe.
- L'evacuazione avviene normalmente, dopo un giorno.
- L'attività lavorativa riprende già nel giro di una giornata, dopo somministrazione di un normale antidolorifico FANS per un periodo di soli 3-4 giorni.
- L'intervento viene esteso a tutte le emorroidi rilevate internamente ed esternamente e di qualsiasi grado.
- Il principio ispiratore dell'intervento è localmente quello della medicina rigenerativa. L'obiettivo terapeutico è esteso al recupero non del solo "effetto" patologico visibile (emorroidi) ma anche delle sue "cause flebologiche" (possibilità di recuperare l'abnorme dilatazione delle vene del plesso emorroidario interno per l'assenza di aggressività della soluzione fleboterapica impiegata).
- La procedura necessita di essere ripetuta entro 2-3 mesi per una stabilizzazione dell'obiettivo terapeutico.
- L'obiettivo terapeutico è la guarigione della malattia emorroidaria per rigenerazione staminale locale. L'effetto della terapia si manifesta con il rapido ripristino funzionale in assenza di necrosi, asportazione ed obliterazione delle vene trattate.
- Recenti ed autorevoli pubblicazioni hanno dimostrato inoltre che il salicilato di sodio oltre a produrre azione di fibrosi tessutale della parete venosa, produce anche una potente stimolazione delle cellule staminali e che gli effetti rigenerativi (e non obliterativi) che documentiamo sulle pareti venose sarebbero in gran parte dovuti a questa specifica azione. A tale proposito è da tempo in corso di studio la supplementazione del lipoaspirato con salicilato nelle colture di adipociti e nei lipofilling, così come anche in altre colture di linee cellulari.























